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Licenziata perché usava Facebook in malattia

Una donna ha perso il posto: era a casa in malattia ma si è connessa al social network. "Chi usa la Rete può anche lavorare", secondo l'azienda che l'ha licenziata.

Pare che in ufficio Facebook migliori la produttività. Se invece viene usato a casa mentre si è in malattia, fa perdere il posto di lavoro.

È questa la storia di una dipendente di una compagnia di assicurazioni svizzera, la Nationale Suisse, che un paio di settimane fa è rimasta a casa dal lavoro lamentando una forte emicrania che le impediva di guardare lo schermo del Pc e l'avrebbe costretta a passare la giornata al buio.

Tornata al lavoro il giorno successivo, è stata chiamata dal capo del personale che le ha comunicato il licenziamento, dicendole che aveva cinque minuti per lasciare l'edificio: durante la giornata di malattia era stata scoperta mentre usava Facebook e, secondo l'azienda, "chi sta abbastanza bene per usare Facebook con un'emicrania sta abbastanza bene per venire al lavoro con un'emicrania".

Non sono proprio chiarissime le modalità con cui la compagnia si è accorta delle attività della dipendente: la spiegazione più semplice coinvolge una collega che, collegatasi al social network dall'ufficio, l'avrebbe notata; la spiegazione "cospiratoria", avallata dalla dipendente stessa, coinvolge la creazione di un'identità fittizia da parte dell'assicurazione, usata per coglierla in flagrante chiedendole l'amicizia e poi subito cancellata.

Comunuqe sia andata, la donna sostiene di essersi connessa al social network dal proprio iPhone e stando a letto; in ogni caso non ha alcuna intenzione di combattere per riavere indietro il proprio posto, considerato com'è stata trattata.