Banda larga: Tremonti frena, Calabrò suggerisce
Il ministro delle Finanze ribadisce che non ci sono soldi. Il presidente di Agcom chiede al governo di trovare gli investitori per finanziare una rete a fibre ottiche.
Quella che riguarda lo sviluppo della banda larga in Italia sta diventando una storia infinita in cui quasi ogni giorno viene smentito quello che si era appreso il giorno precedente.
Dopo che il ministro Scajola aveva riacceso le speranze sull'uso degli ormai famosi 800 milioni a suo tempo stanziati, è la volta del suo collega Tremonti di congelare nuovamente le speranze.
L'Europa ha approvato il programma di bilancio delle casse dello Stato - ha spiegato il ministro delle Finanze - e dunque, se vuole sviluppare la banda larga, il Governo deve decidere decidere di che cosa fare a meno per finanziare questo progetto: non è possibile inserire nuove spese.
Tornati intoccabili i fondi già promessi, un'ipotesi su come fare per risolvere questo problema è stata avanzata da Corrado Calabrò, Presidente dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni: egli suggerisce che, se lo Stato non ha soldi da spendere, potrebbe essere sensato rivolgersi ai privati; dopotutto, la banda larga è una priorità il cui sviluppo avrà ricadute positive anche sul Pil ed è impensabile lasciare cadere la questione.
"Il ministro dell'Economia Tremonti" - ha spiegato il Presidente di Agcom in un'intervista a Sky TG24 - "è preoccupato perché deve far rientrare il deficit pubblico entro il 2013 ma sarebbe una misura antieconomica non investire sulla banda larga. Bisogna fare una rete in fibra ottica che garantisca una velocità di 50 megabit. Il sistema delle telecomunicazioni è stato l'unico nel mondo ad avere redditi soddisfacenti anche in piena crisi".
Calabrò si appella al governo perché trovi degli investitori che sostengano il progetto e anche agli operatori affinché partecipino attivamente alla creazione delle infrastrutture necessarie; il rendimento di ogni investimento sarà poi garantito da Agcom stessa.
"Non oltre il 2015 dobbiamo arrivare ad avere una rete in fibra ottica che sostenga la ripresa economica" sostiene Calabrò.